PADOVA

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“Padova è la città dei 3 senza
Prato senza erba, per il Santo senza nome e per il Caffè senza porte!

“Il Prato senza erba”
Il “Prato senza erba” di Padova altro non è se non il Prato della Valle, la grande piazza, seconda in Europa solo alla Piazza Rossa di Mosca. Il bel prato erboso che c’è oggi un tempo non c’era affatto. Tutt’oggi il Prato della Valle viene utilizzato a questo scopo e ogni giorno ospita alcune bancarelle di frutta e verdura, al sabato un mercato di bancarelle, fiori, artigianato ed ogni terza domenica del mese il mercatino dell’antiquariato.

“Il Santo senza nome”
Il Santo senza nome di Padova è  Sant’Antonio da Padova, il frate francescano proveniente da Lisbona e che visse gli ultimi anni della sua vita e morì a Padova. Sant’Antonio è uno dei Santi più amati in tutto il mondo cattolico e circa 3 milioni sono i pellegrini che vengono ogni anno a fare visita alla Basilica di Sant’Antonio facendo di Padova una delle più importanti destinazioni di turismo religioso del mondo.

“Il Caffè senza porte”
Il cosiddetto “Caffè senza porte è il Caffè Pedrocchi, altra icona di Padova, caffè letterario di fama internazionale, realizzato nell’800 dall’architetto Giuseppe Jappelli e luogo di incontro di intellettuali, studenti, accademici e uomini politici. Il Caffè Pedrocchi era effettivamente aperto giorno e notte fino al 1916 quando di sera il Caffè iniziò ad essere chiuso poiché le luci potevano dare pericolosi riferimenti utili agli austriaci che bombardarono la città durante la Grande Guerra.

Gli altri “senza” di Padova!
Poi c’è chi nel corso degli anni si è divertito a trovarne altri di “senza”. Ecco quindi che alla Padova città dei tre senza ne aggiungiamo un quarto e cioè “Il Bue senza Corna”! Il Bo che indica il Palazzo del Bo, sede dell’Università degli Studi di Padova dal 1532, laddove prima, già nel Trecento, sorgeva l’Hospitium Bovis, una locanda situata nella contrada delle beccherie in cui la macellazione e la vendita delle carni bovine era diffusa e la cui insegna era il Bucranio, cranio di bue, tutt’ora simbolo dell’Università e portato a mo’ di scettro nelle celebrazioni della Goliardia Universitaria di Padova.